Bovina Calvana

Un tempo era diffusa nell'Appennino Toscano; oggi  restano pochi capi allevati fra i monti della Calvana e del Mugello. Attualmente è considerata un ecotipo della Chianina, con una mole più ridotta rispetto a quest'ultima, a causa dell'ambiente di allevamento più difficile. La Calvana viene tutelata dal programma di salvaguardia della Regione Toscana per evitarne l'estinzione, poichè attualmente sono soltanto venti le aziende in cui è allevata e la sua consistenza ammonta a circa 250 riproduttori.

 
Diffusione

La zona di origine di questa razza é l'omonima zona montuosa "calva" e sassosa, che si erge a nord di Prato in direzione nord verso la dorsale appenninica. A partire da questa zona, l'areale della razza si é esteso nelle zone limitrofe della Toscana pedemontana fino a comprendere parte della Provincia di Pistoia, parte del Chianti, il Valdarno Fiorentino ed il Mugello, per poi restringersi di nuovo a partire dagli anni '50 in un'area ristretta della provincia di Prato e nella zona montuosa del Mugello. Inoltre vi sono altri due nuclei più piccoli nelle provincie di Siena e Pistoia. Negli ultimi decenni del secolo XIX la razza ha avuto il suo periodo di maggiore importanza ed inizialmente le sono state riconosciute solo le sue qualità di animale da lavoro, in seguito si sono studiate ambedue le sue attitudini: il lavoro e la carne, che sono risultate eccellenti. La Calvana é sempre stata considerata una razza a duplice attitudine.

 

Morfologia

Il mantello è di colore bianco porcellana, mucose, unghioni ed estremità delle corna nere. Il vitello nasce fromentino  e solo a tre-quattro mesi assume il mantello bianco tipico della razza. Nei tori è frequente un collare di peli grigi alla base e attorno al collo.